DANZA ORIENTALE

 

LA DANZA ORIENTALE E I BENEFICI

La Danza Orientale, un tempo danza sacra, è oggi un'Arte a scopo di spettacolo e intrattenimento, utilizzata anche come terapia. Se praticata con costanza, rende la muscolatura di tutto il corpo (gambe, ventre, petto, schiena, spalle, braccia…) più tonica, flessibile e sciolta. Migliora la circolazione, la respirazione, la postura e l’equilibrio.
La figura e i lineamenti si ammorbidiscono e mentre si impara a danzare, il corpo ritrova la propria femminilità e grazia. La danzatrice esprime il proprio essere, la propria creatività e sensibilità attraverso la danza, scoprendo di poter interagire e comunicare con gli altri in modo giocoso, energico, sensuale e romantico, ma mai volgare.
Adatta ad ogni corporatura, la Danza Orientale rafforza lo spirito di gruppo e la complicità, aumenta la consapevolezza del proprio corpo e la fiducia nelle proprie capacità. Le danzatrici si concentrano su se stesse e su ciò che imparano a tal punto da dimenticare lo stress e le negatività accumulate durante la giornata, ritrovandosi in uno stato di felicità e di benessere generale, sperimentando la danza con gioia, divertimento e condivisione.

 

LA STORIA DELLA DANZA ORIENTALE

La Danza Orientale è un'Arte le cui origini, lontane nel tempo, sono spesso discusse. Nonostante le origini antichissime, possiamo collocarne la riscoperta verso la metà del 1800, periodo di grande affluenza dei viaggiatori e studiosi occidentali, attratti dalle bellezze archeologiche delle antiche civiltà del Medio Oriente. Secondo alcune fonti, furono i Francesi che per primi definirono con il nome "Dance du Ventre" (Danza del Ventre) la danza praticata dalle donne attraverso sinuosi movimenti del bacino, tipici delle danze tradizionali dell'Egitto.
Perché usiamo il termine "Danza Orientale"? Perchè è la traduzione dall’Arabo "Raqs Sharqi" con cui ci si riferisce alla danza nei paesi del Medio Oriente, ed è quello più diffuso nel mondo.
Le testimonianze archeologiche dimostrano che la figura femminile era tenuta in grande considerazione presso le antiche civiltà, e il culto della Dea-Madre era di fondamentale importanza: la Dea, simbolo di fertilità, sensualità e amore, veniva onorata e celebrata attraverso danze sacre e propiziatorie, praticate da sacerdotesse e fedeli e che inducevano ad uno stato mistico tale da poter entrare in contatto con la Divinità.
Non era una danza strutturata come oggi: i movimenti del corpo riproducevano quelli della natura come gli animali (il cammello, il serpente…), la rotondità della Luna, le onde del mare, l’atto sessuale, il parto ecc. Proprio per questi motivi, si danzava per celebrare gli eventi più significativi come la semina, il raccolto, l'unione della coppia, la nascita…
In seguito, la danza perse la propria caratteristica sacrale e divenne una danza a scopo di intrattenimento e divertimento, per accompagnare eventi sociali e ricreativi quali feste, matrimoni, banchetti…

 

Durante il Medio Evo, le donne erano diventate merce di scambio: le schiave più belle erano destinate ad affollare gli harem nei lussuosi palazzi di califfi, sultani e ricchi commercianti. Le più fortunate venivano istruite e venivano loro insegnate le materie scientifiche, le discipline artistiche, e si dedicavano al canto e al ballo; altre invece ricoprivano mansioni domestiche. Grazie all'istruzione, alla capacità di intrattenere il padrone con abilità artistiche ed intellettuali, mescolate all'uso sapiente della propria femminilità e del corpo, le schiave avanzarono nella scala sociale, assumendo così un ruolo sempre più competitivo nell’ambito della scienza e dell’arte. Questo fu determinante per l’evoluzione della Danza Orientale durante i secoli a venire.
In Egitto, nel XIX secolo, troviamo due tipi di danzatrici: le "Awalim" donne raffinate che godevano di più rispetto, erano colte ed esperte nelle varie arti come la danza, la musica, la poesia, il canto e si esibivano nelle abitazioni di personalità di elevato ceto sociale, accompagnate da gruppi di musicisti; le "Gawazi" (zingare) artiste di strada dall’aspetto più eccentrico, che intrattenevano il pubblico con arti divinatorie e di preveggenza, danzando accompagnate anch'esse da artisti e musicisti per le strade della città o in quartieri a loro dedicati.
Verso la metà del 1800, gli spettacoli delle danzatrici si erano concentrati al Cairo, all'interno di locali e abitazioni private in "Muhammad Alì Street" nome dell’allora governatore egiziano. Fu così per alcuni decenni fino a quando, nel 1930, la ballerina siriana Badia Masabny inaugurò il !Casino Badia", un locale in stile europeo dedicato alla Danza Orientale, in cui si esibirono moltissime ballerine e tra le più famose danzatrici nella storia dell'Egitto ricordiamo Samia Gamal, Taheia Carioca…
Seguì la nascita di altri locali e cabaret in stile occidentale e si delineò così la figura della Danzatrice Orientale Professionista (così come oggi la conosciamo) che contribuì a dare una svolta significativa alla professione della danza.
Grazie al cinema Hollywoodiano e allo sviluppo dell’industria cinematografica (anni 1940-1960) avvenne la diffusione della Danza Orientale nel mondo. Nascono le prime scuole e la danza viene curata anche sotto l'aspetto della coreografia e dello spettacolo: la danzatrice orientale diventa una star, ed in Egitto diventa parte della tradizione culturale ed artistica che si diffonde nel mondo arabo attraverso il cinema e il musical. Ricordiamo Dina, Lucy e Fifi Abdo come tra le più famose danzatrici che si esibiscono negli hotel più lussuosi del Cairo e lavorano nel cinema e nel teatro.
Oggi la Danza Orientale è una disciplina tra le più diffuse nel mondo femminile, ed in Egitto è presente tuttora nelle feste, in ricorrenze varie, matrimoni, cerimonie sia pubbliche che private.

 

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